Yellow Sands

venerdì, 28 marzo 2008

il prodotto interno lordo (pil)

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Questo lo ha detto Robert Kennedy, non un leader dei black blocks o come diavolo si chiamano. E lo ha detto nel 1968, cioè quaranta anni fa.

Mica male, neh?

scritto da: yossarian99 alle ore 15:55 | link |
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martedì, 26 febbraio 2008

il dovere di un poliziotto

Per chi ancora, come l'on. Di Pietro, pensasse che a Genova la polizia abbia soltanto fatto il proprio dovere, lo invito a riflettere se il dovere di un poliziotto include anche:
  • Il taglio di capelli di Taline Ender e Saida Teresa Magana
  • Il capo spinto verso la tazza del water a Ester Percivati
  • Lo strappo della mano di Giuseppe Azzolina
  • le ustioni con sigaretta sul dorso del piede a Carlos manuel Otero Balado, percosso tra l'altro sui genitali con un grosso salame
  • Le percosse con lo stesso grosso salame sul collo di Pedro Chicarro Sanchez
  • il malore di Katia Leone per lo spruzzo in cella di spray urticante
  • Il malore di Panagiotis Sideriatis, cui verrà riscontrata la rottura della milza
  • Il pestaggio di Mohammed Tabbach, persona con arto artificiale
  • Gli insulti a Massimiliano Amodio, per la sua bassa statura
  • Gli insulti razzisti a Francisco Alberto Anerdi per il colore della sua pelle
  • Le modalità vessatorie della traduzione di David Morozzi e Carlo Cuccomarino, che vengono legati insieme e le cui teste vengono fatte sbattere l'una contro l'altra
  • il malore di Stefan Brauer in seguito allo spruzzo di spray urticanti, lasciato con un camice verde da sala operatoria al freddo
  • Il malore di Fabian Haldimann, che sviene in cella ove è costretto nella posizione vessatoria
  • l'etichettatura sulla guancia, a mo' di marchio, per i ragazzi arrestati alla Diaz nel piazzale al momento dell'arrivo a Bolzaneto
  • La sofferenza di Anna Julia Kutschkau che a causa della rottura dei denti e della frattura della mascella non è neppure in grado di deglutire
  • Il disagio di Jens Herrrmann, che nella scuola Diaz per il terrore non è riuscito a trattenere le sue deiezioni e al quale non è consentito di lavarsi
  • La particolare foggia del cappellino imposto a Thorsten Meyer Hinrrichs: un cappellino rosso con la falce ed un pene al posto del martello, con cui è costretto a girare nel piazzale senza poterlo togliere

Anche le SS, in fondo, facevano soltanto il proprio dovere.

scritto da: yossarian99 alle ore 09:05 | link |
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lunedì, 25 febbraio 2008

povera sinistra arcobaleno

I sondaggi di Repubblica la danno al 5.8%.

MMAX la paragona ai Dodo di "L'era glaciale".

Va a finire che se non voto mi sento in colpa...

scritto da: yossarian99 alle ore 08:39 | link |
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giovedì, 21 febbraio 2008

due italiani fanno tre partiti

Con un'alzata d'ingegno degna dei fratelli Marx, il governo uscente ha liberalizzato la formazione delle liste elettorali. Non c'è più bisogno di raccogliere le firme se la lista è presentata da almeno due parlamentari.

Almeno due?

Potenzialmente potremmo trovarci di fronte a 945/2=472 liste.

Non arriveremo a tanto ovviamente, ma è l'ennesimo triste segno del distacco tra il Palazzo e il paese. Siamo di fronte a una casta di ottimati del tutto autoreferenziale: fanno tutto da soli, si dividono, si uniscono, si cooptano. Una volta almeno c'era un filo di rapporto con la "base", adesso ci chiedono soltanto di votarli e di pagare la tessera, al massimo organizzano delle false primarie chiedendoci di scegliere tra Veltroni e la Rosy Bindi (senza offesa per la Bindi, ma mi non mi sembra sia 'sto gran dilemma...).

Anche la Sinistra Arcobaleno ha perso IMHO un importante occasione di confronto con la società e non mi sembra sia molto di più che un accordo di vertici (tra l'altro tra 3 schegge dell'ex-PCI e i Verdi che contano come il due di coppe a briscola, sai che accordo storico...)

Il dubbio è: turarsi il naso e votare "la Sinistra e l'Arcobaleno" (che nome idiota, tra parentesi) o per la prima volta nella mia vita starmene a letto? La tentazione è forte...

scritto da: yossarian99 alle ore 16:30 | link |
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l'articolo 18

Dibattito tra Fini e Bertinotti a "Porta a Porta" qualche sera fa:

Fini: l'assunzione a tempo indeterminato deve essere un punto di arrivo, non di partenza. Così il datore di lavoro ha tempo di vedere se il lavoratore è un fannullone, se fa più ore di sciopero anzichè di lavoro...

Bertinotti: guarda che in Italia ce l'articolo 18...

Fini: guarda che lo conosco l'articolo 18 della costituzione, non c'è bisogno che me lo rammenti tu...

Della costituzione?

Ma come siamo messi?

scritto da: yossarian99 alle ore 16:18 | link |
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lunedì, 28 gennaio 2008

legge elettorale

Premesso che considero la legge elettorale attuale la peggiore di tutta la storia d'Europa dal 1945 ad oggi, propongo l'adozione della legge spagnola usando le province come loro oppure le regioni ma con il voto di preferenza anzichè le liste bloccate.


In sostanza:


  • si assegna ad ogni provincia/regione un certo numero di seggi in base al numero di abitanti

  • in ogni provincia/regione i seggi vengono ripartiti in modo proporzionale tra le liste, senza premi di maggioranza, recuperi, scorpori e menate varie

  • è possibile esprimere una preferenza e ogni candidato può presentarsi in una sola provincia/regione


Stessa identica legge per il Senato, perchè si è visto il bel risultato di avere due diversi sistemi per Camera e Senato.


Che fare al referendum? Io speravo in un referendum che abrogasse in toto questa legge demenziale, questo la vuole peggiorare ulteriormente, in pratica si torna alla legge Acerbo voluta dai fascisti nel 1924.
Penso proprio che questa volta me ne andrò al mare, come diceva quello là...


scritto da: yossarian99 alle ore 14:05 | link |
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mercoledì, 26 settembre 2007

Non dimentichiamo Genova

Ieri sera ho letto questa lettera nella posta di A - Rivista Anarchica. E' incredibile come abbiamo perso la capacità di scandalizzarci, di reagire, di protestare: abbiamo digerito Piazza Fontana, Ustica, Bologna, perchè non dovremmo digerire Genova? In fin dei conti quello che ricordiamo di quei giorni sono le immagini di quattro idioti che spaccano le vetrine, nessuno in televisione ci ha parlato dei pestaggi, e si sa che quello che non passa in televisione non esiste. Ma non dimentichiamo il monito di Fabrizio De Andrè:


se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.


Non dimentichiamo Genova. Mai.

<<<

Mi dispiace ma non ci sto. Non dite che la questione G8 sta arrivando a conclusione, perche' non e' cosi'. Gianni De Gennaro esce di scena, ma le ferite di Genova sanguinano ancora, forse piu' di prima. Se qualcuno pensa che la nomina di Antonio Manganelli sia un punto di svolta definitivo, si sbaglia di grosso. L'avvicendamento al vertice della polizia, per come e' stato gestito e per cio' che rappresenta, non ricompone affatto la frattura che si consumo' nel luglio del 2001 fra forze di polizia e cittadinanza. Non sana la lesione che fu inferta all'ordinamento democratico, non riscatta le istituzioni, che si rivelarono incapaci di impedire la sospensione dello stato di diritto.

Potrei parlare di tutto il G8, di quanto accaduto nelle strade di Genova, in piazza Alimonda, nella caserma di Bolzaneto, ma voglio limitarmi alla notte della Diaz, il 21 luglio 2001, perche' ero dentro la scuola e ne uscii (con altri 92) con le ossa rotta, oltre che in stato d'arresto. Quella notte mi sentii letteralmente un cittadino senza Costituzione. Gli agenti delle forze di polizia del mio paese mi pestavano a sangue senza alcun motivo e mi privavano della liberta' senza nemmeno premurarsi di comunicarmene il motivo. Non c'era piu' legge, non c'erano garanzie. La Diaz era un buco nero senza democrazia.
Sono uscito da quella scuola con due obiettivi: recuperare fiducia nelle forze di polizia e nello stato democratico; ottenere giustizia in tribunale. Sotto quest'ultimo aspetto, che reputo il meno importante, e' in corso un processo, che dovrebbe chiudersi in primo grado entro il 2007, ma che difficilmente arrivera' al terzo grado di giudizio prima che scatti la prescrizione. La lentezza della giustizia e' un male italiano molto noto e questo caso non sfugge alla regola.



Ma e' il primo obiettivo quello che piu' mi sta a cuore. Dopo i due giorni trascorsi in ospedale piantonato, e una volta recuperata piena serenita' di giudizio, mi sono ripromesso di dare un contributo alla ricerca di una via d'uscita, sotto il profilo etico e politico, all'eclissi di democrazia che avevo sperimentato sulla mia pelle. Nel mio piccolo, ho scritto un libro su quanto accaduto alla Diaz, ho contribuito a fondare il Comitato Verita' e Giustizia per Genova, ho partecipato a centinaia d'incontri e dibattiti in tutta Italia, ho cercato il dialogo con sindacalisti della polizia di Stato. Mi aspettavo, data l'enormita' di quanto avevo vissuto, un forte moto d'indignazione fra la gente e fra gli uomini delle istituzioni. Credevo che i miei diritti di cittadino e le mie aspettative di riscatto morale sarebbero stati accolti e valorizzati. In questi sei anni, a parte il sostegno e l'affetto di migliaia di persone, ho raccolto invece ben poco, specie dalle istituzioni.
Da cittadino convinto che la Costituzione venga prima di tutto e che ogni funzionario debba esserle fedele, mi sarei aspettato nei giorni e nei mesi seguiti al G8 una serie di cose: una denuncia pubblica, da parte del potere politico, che abusi del genere sono intollerabili; un'ammissione di colpa da parte della polizia, con l'avvio di una rigorosa inchiesta interna e le dimissioni del massimo responsbaile del corpo; la sospensione immediata dei dirigenti coinvolti nell'operazione; un messaggio di scuse alle vittime delle violenze; la massima collaborazione con la magistratura; l'avvio, da parte del parlamento, di una commissione d'inchiesta sull'intera gestione dell'ordine pubblico durante il G8. E' quanto avverrebbe in un paese autenticamente democratico, rispettoso delle leggi e della sua Costituzione.
In questi anni, e' accaduto invece questo: la polizia ha mentito nel riferire la dinamica del blitz (la resistenza degli occupanti, le ferite pregresse); ha costruito prove false per giustificare gli arresti (le bombe molotov); non ha sospeso i responsabili dell'operazione, che sono anzi stati promossi; non ha chiesto scusa di alcunche'; ha ostacolato l'azione della magistratura (gli elenchi incompleti degli agenti impegnati nel blitz, l'invio di foto inutilizzabili per i riconoscimenti, la scomparsa delle bombe molotov ricevute in custodia). Gli imputati, non paghi delle promozioni ricevute, hanno tenuto un comportamento processuale assolutamente inadeguato per funzionari dello Stato: hanno disertato tutte le udienze e solo due (Canterini e Fournier) su 29 hanno accettato di rispondere alle domande di pm e avvocati.
Il potere politico ha avallato questa condotta. All'epoca del centrodestra c'e' stata una legittimazione piena, con le promozioni degli imputati, il rifiuto di una commissione d'inchiesta, la conferma del capo della polizia. All'epoca del centrosinistra la politica delle promozioni e' proseguita e il capo della polizia viene sostituito "per fine naturale del mandato" proprio nei giorni in cui viene indagato per istigazione alla falsa testimonianza e a ridosso del clamore suscitato dalla deposizione di Michelangelo Fournier sulla "macelleria messicana".
Come si vede, ci vorrebbe ben altro che l'ambiguo avvicendamento deciso dal governo Prodi. Non siamo di fronte ad alcuna svolta. Il governo in carica non ha denunciato gli abusi commessi alla Diaz per quello che sono, una "macelleria italiana"; non ha revocato le promozioni (anzi ne ha concessa una); non ha chiesto scusa alle vittime; non ha istituito una commissione d'inchiesta; non ha rimosso De Gennaro in quanto oggettivo responsabile, come capo della polizia, di quanto accaduto a Genova e delle coperture successive; ha scelto la strada della continuita' anziche' avviare quell'operazione di pulizia e trasparenza che sarebbe necessaria per ripristinare un clima di fiducia fra cittadinanza e forze dell'ordine.
Sono passati sei anni e la sensazione d'essere un cittadino senza Costituzione e' ancora intatta. Almeno, vi prego, non prendeteci in giro, e rispondete, se potete, a queste semplici domande: chi controlla davvero le forze di polizia? Chi garantisce la effettiva preminenza dei diritti costituzionali?

Lorenzo Guadagnucci
(Comitato Verita' e Giustizia per Genova)

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scritto da: yossarian99 alle ore 08:29 | link |
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venerdì, 21 settembre 2007

Aridatece la prima repubblica!

E' proprio vero che in Italia non c'è limite al peggio: avevamo un sistema politico scadente e siamo riusciti a crearne uno ancora peggiore.

Ci avevano detto che i partiti sarebbero diminuiti di numero e avrebbero avuto un ruolo meno importante: sono raddoppiati e contano ancora più di prima. Ci avevano detto che nella "seconda repubblica" lo schieramento vincente avrebbe avuto i numeri e la legittimazione popolare per realizzare il proprio programma: in pratica ci troviamo due schieramenti talmente compositi al loro interno che l'unica maniera di non scontentare nessuno è di non fare nulla. Peggio del peggior governo Andreotti.

L'unica preoccupazione sembra quella di fare quadrare i conti. Ma allora, come dice mio cognato, tanto varrebbe assumere dei ragionieri e risparmiarci anche la fatica di andare a votare.

Votare è diventata una pratica inutile: cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa. Abbiamo un governo di sinistra: che cosa ha fatto di caratterizzante rispetto al precedente governo di destra? I decreti Bersani? Ma per piacere...

Abbiamo la legge elettorale peggiore d'Europa. In pratica tanto varrebbe semplificare la scheda e mettere soltanto due crocette: Berlusconi o Prodi. Al resto ci pensano loro.

L'unica stagione di riforme della storia della Repubblica è stata quella del centrosinistra "storico" (primi anni '60): riforma dell'istruzione, statuto dei lavoratori, nazionalizzazione dell'energia elettrica. Mica palle. E tutto questo in mezzo a mille difficoltà, con due presidenti della repubblica di destra (Gronchi e Segni) e con inquietanti presagi di colpo di Stato nell'aria.

Il grosso problema della sinistra italiana è che ha buttato via il bambino insieme all'acqua sporca. Si è liberata in un colpo solo non solo delle illusioni e delle menzogne del comunismo ma anche delle proprie istanze di emancipazione e di liberazione sociale. Ormai si governa per governare, l'importante è indossare la maglietta di sinistra. E io dovrei votarla per questo?

Hanno tentato di sopperire alla loro mancanza totale di idee con lo spauracchio di Berlusconi. Il governo Berlusconi è stato un disastro, ma non un disastro sufficiente per impedirmi, la prossima volta, di fare scheda bianca. Almeno una cosa buona l'ha fatta: la legge sul fumo. Prodi, nemmeno quella.

scritto da: yossarian99 alle ore 13:49 | link |
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giovedì, 05 luglio 2007

cominciamo male

Il blog si chiama "Yellow Sands" e utilizza un template verde... è che di gialli non ne ho trovati tra quelli preconfezionati...

scritto da: yossarian99 alle ore 10:54 | link |
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Come unto these yellow sands,
And then take hands.
Curtsied when you have and kissed,
The wild waves whist,
Foot it featly here and there;
And, sweet sprites, the burden bear.

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Blogger: yossarian99

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